Il Garante … salva don Chisciotte di Donato Bagnardi

Bagnardi

Newsletter n°14 – Agosto 2015

Il Garante … salva don Chisciotte di Donato Bagnardi

Con le precedenti riflessioni dell’aprile e del giugno scorsi, circa la prospettiva demariana sul rapporto uomo-mondo, abbiamo tentato di raggiungere due obiettivi:

  1. accertare la natura della Realtà Storica, quale Superorganismo dinamico recante una parte materiale che si trasforma e una formale che guida dall’interno le trasformazioni;
  2. definire la funzione dell’uomo, chiamato a storicizzarsi come persona-cellula, a maturare un senso di appartenenza a tale Realtà.

 

Con questo nuovo intervento ci proponiamo di dimostrare come il sentirsi parte, in questo contesto, non comporti affatto un eclissamento o un annullamento della persona nel Tutto, come pure storicamente è avvenuto con l’ideoprassi collettivistica (il Tutto del Partito, della classe sociale …) e oggi accade con quella neoliberistica (il Tutto del Mercato). E la ragione è nel fatto che Demaria assume a Garante il Dio cristiano, che in verità si pone:

  1. come Forma primaria immediata nella Chiesa, primo organismo dinamico da Lui costruito per la salvezza spirituale e soprannaturale e, attraverso questa,
  2. come Forma dinamica derivata, cioè come razionalità di un agire collettivo nelle strutture organiche del mondo profano, di cui una prima espressione, come si ricorderà,  è l’azienda industriale. Primo organismo dinamico costruito dall’uomo.

Avviene allora che Dio ponendosi, sia pure in modo diverso, come Forma per eccellenza sia
nella Chiesa che nella Realtà secolare, faccia sì che queste due grandezze, fungendo l’una da forma e l’altra da materia, nel momento stesso in cui entrano in sintesi, per costituire la Realtà storica globale, preservino e potenzino le individualità.

Si verifica, più precisamente, un’interfecondazione dialettica tra la Realtà e la persona. La Realtà si autocostruisce grazie all’apporto di tutte le persone-cellule e la persona nel momento in cui si dispone ad entrarvi come parte beneficia di una corrente rigeneratrice sino a sperimentare un incremento nell’essere.

Per questo, Demaria auspica la maturazione di una duplice fede di appartenenza alla Chiesa e alla Realtà storica profana. Nel momento in cui il soggetto si rende parte della Chiesa, guadagna le leve utili a riconvertire le potenzialità di natura nella storicità della prassi sia dello stesso organismo dinamico ecclesiale che della Realtà secolare. Senza che in ogni caso subisca un qualche svilimento, anzi al contrario ritrovandosi alla fine esaltato e potenziato come persona. In altre parole, come nel sentirsi parte della Chiesa la persona non solo non viene annullata ma viene supervalorizzata nella comunione, così nel rendersi parte della Realtà profana non solo rimane ontologicamente intatta come soggetto libero, autonomo e responsabile, ma viene rilanciata in una dinamica costruttiva di accrescimento indefinito nell’essere.

Ponendo Dio come Garante della duplice operazione del sentirsi parte, la persona viene messa al riparo da ogni rischio di spersonalizzazione, rimanendo integra nelle sue prerogative di individualità (nulla cambia), al tempo stesso le viene comunicato un essere altro e di più, venendo elevata a vita superiore (tutto cambia).

Se non si assume Dio come Garante, in definitiva, l’uomo rischia di ripetere l’avventura di don Chisciotte contro i mulini a vento.Don_Chisciotte_contro_i_mulini_a_vento Ma Dio è buono, previdente e provvidente e salva don Chisciotte donadogli la “cultura del limite”. Così come salva ciascuno di noi liberandoci dal donchisciottismo di presumere di cambiare il mondo senza la Sua mediazione.

Eccoci, allora, di fronte ad altri gravi interrogativi che abbiano già precedentemente affacciato. Se Dio è il Garante contro ogni forma di spersonalizzazione, i non credenti sono inevitabilmente destinati a fare da
persona,reificazione.capitalista ingranaggio di un meccanismo divoratore, di patoprassi cioè che agiscono a livello megastrutturale? La loro azione nella storia è condannata all’insuccesso? E la stessa prospettiva demariana sull’uomo e sul mondo è riservata e rimane accessibile solo ai credenti?

Chiariremo queste criticità al prossino appuntamento.

Intanto si ringrazia per l’attenzione!

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Una risposta a Il Garante … salva don Chisciotte di Donato Bagnardi

  1. Roberto Roggero scrive:

    L’uomo che si piega a Dio è suo servo nel senso di “rinunciatore” dei proprio Io?
    La chiave per poter rispondere è capire l’uomo come bisognoso di vita. Esso è vivo, e realizza il proprio “Io” organico solo in quando possiede la Vita. Ma mentre questa necessità di possedere la vita per poter essere organismo è soddisfatta fin dal concepimento nella sua dimensione fisica in modo automatico (actus essendi), questa necessità essenziale di essere organismo (ossia di possedere la vita) non lo è dal suo lato di persona storica che è costretta a scegliere liberamente e coscientemente per i propri atti un fine “vitale e vitalmente operante”. L’essenza umana della persona storica è libera, capace di scegliere il proprio IO profondo, ossia la nostra essenza è incompleta “per essenza” . Senza la percezione della necessità di Vita propria dell’essenza umana è difficile capire come mai l’uomo abbia bisogno di DIO, capire come mai la sua essenza si realizzi con Dio, … sembra tutto rinuncia. Viceversa diventa chiaro come mai Cristo sia il Salvatore, perché esso ha portato nel Mondo Dio nella forma utilizzabile dalla sua scelta essenziale libera, ossia in forma di Razionalità Interna Oggettiva. Dio salva l’uomo storico rispondendo alla sua essenza di persona (essenza dinamica) che chiama, donandosi come RIO-Logos necessaria sua azione libera e autocostruttiva. Confronta GV1, 1 e seg. , 1GV, 2 e seg. Dio mostra il suo volto noi costruiamo il nostro tesoro in cielo (nell’essenza).

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