Parlare della famiglia, dopo il XIII Congresso mondiale delle famiglie, di Verona – fr R. Lufrani

Pope Francis visits families of typhoon Yolanda victims in one of the areas in Palo, Leyte Saturday, January 17, 2015. (Photo by Benhur Arcayan/Malacanang Photo Bureau)

Dal 29 al 31 marzo 2019, si è tenuto a Verona il XIII Congresso mondiale delle famiglie, caratterizzato da molte polemiche.

Un congresso controverso per molti aspetti e purtroppo spesso politicizzato in un senso o nell’altro.

Partendo dall’interessante articolo di Luca Cipriani “Qual è la società tale è la famiglia”, pubblicato sul sito di Nuova Costruttività,  vi sottopongo qualche riflessione sul modo di interagire con chi non la pensa come noi, non solo i non credenti anti-cattolici, ma anche i cattolici che non hanno avuto la grazia di studiare Demaria e che sono confusi e manipolati! 

Medioevo: buono o cattivo? Dipende!

Una delle ricorrenti accuse mosse a certi fautori del ritorno alla famiglia “tradizionale” o “naturale”, è quella di essere dei medievali, accusa che, in certi casi, è stata scherzosamente accolta non come un’offesa, come nelle intenzioni degli uni, e trasformata in una sorta di faceto orgoglio medievale.

Siccome le parole non sono mai neutre, sono come pietre con cui costruiamo la casa comune o lapidiamo il prossimo, è forse il caso di riflettere: cosa veicolano queste invettive accolte come fossero un motivo di cui pregiarsi?

Se nei miei corsi di Teologia Morale alla LUMSA, attraverso San Tommaso d’Aquino cerco di far scoprire ai miei studenti che il medioevo non fu quel periodo oscuro che la storiografia illuminista continua a tramandare fino ai giorni nostri, però mi guardo bene dal presentare il medioevo come un modello a cui ispirarsi, perché il medioevo, come le epoche che hanno preceduto la nostra, non sono un esempio di civiltà veramente cristiana!

Come afferma Demaria, possiamo dire che la società statico-sacrale fosse cristiana solo in quanto ispirata da valori cristiani, ma la religione, se fondava i valori e la conoscenza, era soprattutto un regolatore sociale del tutto analogo a quello di altre religioni, svolgendo egregiamente la sua funzione provvidenziale nella società statico-sacrale, funzione che nel mondo dinamico-secolare non ha più senso, perché il paradigma oggi è conoscenza > valori & tradizione > religione!

Anzi, è fuorviante proporre l’epoca medievale come un esempio di società cristiana, o anche solo accogliere le critiche di medievalismo, perché in questo modo si conferma l’identificazione errata tra civiltà cristiana e civiltà medievale.

Quando ci apostrofano di “medioevali” come un’offesa, tacciandoci di retrogradi e oscurantisti, ci fanno un grande favore, perché ci ricordano che quel tipo di società oggi non ha senso. Lo fanno per motivi sbagliati, ma loro non possono saperlo! Noi sì!

Dobbiamo riconoscere che la veemenza nei nostri confronti da parte dei detrattori del ritorno al passato deriva da un malinteso! Pensano, e purtroppo a volte a ragione, che i cattolici vogliano ritornare alla società del medioevo, cosa aberrante per loro, ma che dovrebbe essere aberrante anche per noi!

Come mai non ci troviamo d’accordo su questo punto? Credo che il grosso della responsabilità di questo malinteso sia nostro, perché loro non hanno gli strumenti filosofici dinontorganici per capirlo, noi sì!

Non abbiamo nemmeno cominciato, mi pare, a implementare l’ideoprassi cristiana, perché possano vedere quello che vogliamo far loro scoprire!

Siamo ai primi passi, e dobbiamo fare molta attenzione a non farli falsi! Il Separatore, sa bene come farci cadere nella sua trappola preferita: la separazione!

Mettiamoci nei panni dei nostri interlocutori … è la condizione necessaria per ogni atto di carità e senza la carità, dice san Paolo siamo cembali sonanti … fra l’altro i primi beneficiari saremo noi!

 

La famiglia “naturale” = cristiana!

La percezione negativa della famiglia “naturale” che hanno i nostri interlocutori è fondata! Hanno ragione e fanno bene a ricordarcelo!  La famiglia “naturale” dell’epoca statico-sacrale di sopravvivenza di massa (non solo medievale), a parte la chiusura alle coppie omosessuali, era in realtà poco “naturale”, che per noi significa poco “cristiana”!

Qualche esempio: non ci si sposava per amore, nella grande maggioranza dei casi; il matrimonio era presentato in primo luogo come remedium concupiscentiae; donne e bambini non avevano altra scelta che sottostare al potere quasi assoluto del padre – il patriarcato, il dominio dell’uomo sulla donna, essendo una conseguenza del peccato originale (cf. Genesi 3, 16)-; disabili e malati mentali venivano trattati in maniera vergognosa; non potevano essere incoraggiati i talenti che il Signore distribuisce al Corpo Mistico, perché la società era statica; ecc …

In poche parole, il matrimonio, così come tutta la morale statica, era giustamente concentrata sull’evitare l’inferno; non poteva fare altro per la massa che cercava principalmente di sopravvivere, stabilendo ciò che è lecito, ma non proponendo la costruttività della morale dinamica (cf. Demaria, vol, 5, 417-22), che dobbiamo ancora sviluppare in sintesi con la morale statica.

A questa sintesi ci stiamo lavorando e soprattutto ci sta lavorando Cristo-forma, tanto che possiamo costatare come, per molti versi, la società sia più cristiana oggi (sarebbe utile fare una sinossi sistematica società statico-sacrale e dinamico-secolare per farlo vedere più chiaramente), e così anche la famiglia.

L’amore …

Un punto è a mio avviso centrale: nell’epoca di sopravvivenza di massa statico-sacrale l’amore non era il fondamento del matrimonio, quindi della famiglia, perché la coppia è la famiglia, che può crescere con la benedizione dei figli, ma che è già famiglia, cellula fondamentale della Chiesa e della società!

La confusione che impera nelle nostre società è frutto della incomprensione del passaggio dalla società statico-sacrale di sopravvivenza di massa alla società dinamico-secolare del benessere di massa, non di malizia o cattiva volontà dei non credenti o dei credenti confusi.

Il relativismo, poi compie il suo ferale compito anche tra i cattolici che, invece di seguire il Papa implementando gli splendidi testi magisteriali che man mano vengono promulgati, a volte si scelgono il Papa o il cardinale che più assomiglia all’idea di Chiesa che si sono costruiti a loro immagine e somiglianza!

Il fatto che oggi l’amore stia diventando progressivamente il fondamento dell’unione tra due persone, anche se si fa ancora confusione tra innamoramento, passione e amore vero, è un passo verso la pienezza ecclesiale e sociale del vero matrimonio, che è il matrimonio sacramentale cristiano tra un uomo e una donna, coppia che costituisce sia il Corpo Mistico che la società.

Certamente, non avendo gli strumenti interpretativi giusti, i nostri contemporanei credono che il principio dell’amore come fondamento dell’unione matrimoniale valga anche per le coppie omosessuali, che si amano; spesso portano esempi edificanti di tali coppie che vivono facendo del bene senza scandalizzare nessuno, mentre stigmatizzano giustamente le ipocrisie e le contraddizioni di tanti cattolici che sostengono il matrimonio “tradizionale”.

Come fare a mostrare loro cosa sia veramente il matrimonio fondato sul vero amore cristiano e perché sia solo possibile fra un uomo e una donna?

Predicare la famiglia!

A mio modesto parere, la predicazione, l’apostolato e l’insegnamento del Papa (oggi quello di Francesco, ieri quello di Benedetto ecc..) sono l’esempio da seguire!

L’incipit dell’esortazione postsinodale Amoris Laetitia ci dà il “la”:

La gioia dell’amore che si vive nelle famiglie è anche il giubilo della Chiesa. Come hanno indicato i Padri sinodali, malgrado i numerosi segni di crisi del matrimonio, «il desiderio di famiglia resta vivo, in specie fra i giovani, e motiva la Chiesa». Come risposta a questa aspirazione «l’annuncio cristiano che riguarda la famiglia è davvero una buona notizia».

Il resto dell’esortazione lo conoscete … è sempre da rileggere, comunque, prima di parlare di famiglia, credo!

Il portainnesto c’è finalmente!

Questo è il Kairos della famiglia!!! È il Kairos del Cristianesimo che finalmente trova una base sociale dinamica e può finalmente dare la forma alla società!

Il Cristo non ha mai smesso di essere il Re dell’Universo, e anzi agisce sempre di più e con sempre più persone, visto che la popolazione aumenta, e sta operando attraverso l’unificazione spazio-temporale del mondo prodotta dall’industrializzazione.

Nel breve saggio “Rivoluzione industriale e cristianesimo”, Demaria chiarisce bene come il mondo dinamico sia il migliore “portainnesto” per il cristianesimo.

Piuttosto che stigmatizzare le strutture anti-cristiane ateo-materialiste, che sono perfettamente coerenti con l’ideoprassi che le genera e che quindi non sono percepite come anomale da chi ha quella ideoprassi come unico riferimento, credo che sia più convincente per i nostri contemporanei far vedere loro come il cristianesimo – non la religione statico-sacrale dei neconservatori o dei retrotopi, ma la vera fede cattolica – corrisponda alla verità che sperimentano nella loro vita.

Nell’Amoris Laetitia, non ci si concentra ossessivamente su unioni omosessuali e teoria gender, non perché i padri sinodali ne minimizzino la gravità, anzi, ma perché è portando al mondo la verità della famiglia cristiana e, aggiungiamo noi, implementando l’ideoprassi cristiana, che per attrazione, e non proselitismo, ricorda il Papa, porteremo gli altri in primo luogo a orientarsi in questa confusione relativista che non risparmia nemmeno la maggior parte dei cattolici, e poi capire finalmente lo splendore della verità cristiana, riconoscendola nella loro vita.

Peraltro, non sono le coppie omosessuali o le teorie gender che distruggono la famiglia “naturale”!

L’ideoprassi ateo-materialista capitalista ed individualista distrugge la famiglia, perché tende ineluttabilmente alla riduzione della persona nell’individuo! Questo dobbiamo ricordarcelo sempre e farlo conoscere a tutti!

Accusare omosessuali e teorici gender di attaccare la famiglia per distruggerla, non solo è falso, perché loro seguono solo l’ideoprassi liberal-capitalista, ma causa due altri danni gravissimi: attacca le persone ingiustamente, fomentando la separazione (con conseguente esultanza del Separatore!) e, ancora più grave, ci fa dimenticare qual è la vera causa della tragedia in corso, che è poi quello che i Signori dell’ideoprassi ateo-materialista individual-capitalista vogliono farci fare!!!

Sia i liberal alla Soros che i Neoconservatori americani, che vogliono usare la religione per fini politici, manipolano le coscienze, da un lato quelle di chi è attratto dal libertinismo e dall’altro di chi è attratto dal conservatorismo! Fomentano ad arte questo polverone mediatico sulla famiglia mentre entrambi operano indirettamente alla sua distruzione.

Un buon pastore e un nocchiero: il Romano Pontefice

Da buon pastore, il Papa cerca di proteggere il suo gregge anche da questa trappola, quando dice che “questa economia uccide”! E i grandi sacerdoti di Mammona, con i miliardi di dollari a loro disposizione, montano le questioni della famosa nota dell’Amoris Laetita, attaccano con veemenza il Papa, aizzano gli uni contro gli altri nelle piazze, sui social … mentre Mammona festeggia e s’ingrassa!

Il nostro Pastore, il Papa, continuando il percorso cominciato con il Concilio Vaticano II, sta aiutando anche i fratelli islamici a fare il percorso con noi. Il documento di Abu Dhabi è una pietra miliare in questo senso, e la visita in Marocco del Papa, sulle orme di San Giovanni Paolo II, è un altro passo verso la fraternità universale che è la nostra amata Chiesa a promuovere!

Superasceti quaresimali!

Per concludere, credo che noi in particolar modo abbiamo una grande responsabilità che è aggravata dal fatto che i tempi corrono sempre più velocemente! Non c’è tempo da perdere e nemmeno spazio per distrazioni, tantomeno per cadute relativiste!

Seguiamo la guida che il Signore ci ha dato, compatti, senza indulgere in nessuna nostra debolezza ideologico-politica, legati all’albero maestro della navicella che è la Chiesa, senza cedere alle sirene di nessun genere, senza paura e soprattutto ripieni dell’Amore di Dio che è l’amore del prossimo, incondizionato!

Fr. Riccardo Lufrani op

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