Politica, la strada per la resurrezione

Innanzitutto auguri di Buona Pasqua.

In uno zapping dei giorni scorsi ho “incontrato” Beppe Grillo che parlava ad una giornalista TURCA di cosa sia il movimento 5 stelle e lo ha definito “feedback liquido che costruisce ”.

Questa definizione indica che ciò che viene utilizzato oggi nel movimento è  un ciclo attivistico[1] ossia un insieme di feedback & feedforward ( ciclo di costruzione e ciclo di controllo).

Come mai il ciclo che funziona  per internet funziona  anche nel sociale?

Per due motivi.

  • Perché questo ciclo attivistico utilizza come materia del proprio agire criteri di sviluppo
  • Perché  rende visibile attraverso il web, amplificandolo e rendendolo efficiente, un ciclo già presente nell’umanità[2]. Mi è molto piaciuta l’espressione “prestare il corpo” usata da Grillo per definire il proprio ruolo rispetto al movimento-Web. Ecco a sua volta il web presta il proprio corpo ad un ciclo già presente nel reale ed ineliminabile.

Questo ciclo-sorgente ha un nome che significa “umanità vitale e vitalmente operante nello spazio e nel tempo” e ne coglie l’agire in questa direzione. Quasi tutto ciò che è presente in un programma politico  “presta il corpo” a questa esigenza[3] primaria (per esempio  il criterio” litri di combustibile massimi necessari a riscaldare un m2 è dare corpo al criterio umanità vitale e vitalmente operante nello spazio e nel tempo) .

Questo unico criterio di sviluppo che deve (dovebbe) animare l’intero agire umano si può rappresentare in molti modi,  qui utilizzo questo logo. Questo unico criterio di sviluppo è l’obbiettivo che caratterizza il nuovo modello di sviluppo. Ancora un po’ di pazienza per comprendere come è collegato il resto.

 

Di per sé l’identificazione  del fondamento del “Nuovo Modello” è finita. Chi non vuole perseguirlo? È anche oggettivo: se non lo fai l’umanità smette di esistere quindi è oggettivamente necessario. Ma questa definizione è ancora inutile perché non mi dice nulla di concreto è solo la vision. Per renderlo utilizzabile occorre “ingrandire”.

Ingrandimento 2

Questo ciclo attivistico si può dettagliare in altri due, la trasmissione della vita e la produzione delle risorse materiali[4] necessarie a sostenerla. Non vuol dire che ora di cicli  ce ne sono due, vuol solo dire che il primo  è la risultante di altri due cicli e che quindi la rappresentazione è più dettagliata quando li illustra. In verticale il feedback che descrive la famiglia considerata in quanto SOCIETA’  che è l’ ente deputato alla trasmissione della vita; in orizzontale il feedback dell’ economia industriale ente  deputato alla creazione delle risorse materiali necessarie a sostenerla. Si tratta ancora  dei “criteri di sviluppo” necessari. Quindi non stiamo parlando della famiglia, ma dei criteri di sviluppo della famiglia-in-quanto-società. Per necessità grafiche il ciclo lo rappresentiamo in modo lineare.

Si tratta di entità diverse o equivalenti? Niente affatto, né diverse né equivalenti,  è lo stesso ciclo visto al microscopio quindi si tratta di uguaglianza. Lo stesso feedback scomposto nei suoi due feedback-componenti che da sempre lo costituiscono.

Sono criteri di sviluppo più dettagliati, ma ancora non sono ancora molto utili. Perché inizino a diventare utili occorre  dettagliare ancora.

Ingrandimento 3

Per rendere i criteri più utilizzabili occorre aumentare gli ingrandimenti al microscopio e trasformare ogni singola parte del feedback in un altro feedback. Anche qui non si tratta di inventare ma di riconoscere da quale feedback è composto. Indico come avviene  il processo e vi risparmio il resto.

Così, esplicitando una  parte alla volta si ottengono quattro feedback orizzontali che riguardano la società, i cui “criteri di sviluppo” si devono sovrapporre a quelli dell’economia. Non è che  noi li sovrapponiamo, nel reale fisiologico si sovrappongono da soli  , ma qui non abbiamo tempo per approfondire. Non è infatti possibile mantenere una unità interna del sistema  senza che la Razionalità Interna Oggettiva ( = criterio di sviluppo iniziale)  sia uguale per tutte le attività. Questa osservazione ora comincia ad avere una grande utilità pratica. Violando questa caratteristica il modello si disgrega perché ciascuna parte comincia ad avere una altro polo di sviluppo[5], si sviluppa in modo diverso, ed infine inizia a combattere contro l’altra; ci dice  inoltre  tutte le parti si devono attivare assieme  ( in caso contrario si bloccano/rallentano i feed-forward e i feed-back).

Si mantiene così  l’eguaglianza dei criteri di sviluppo. Ricordiamo anche qui che non c’è nessuna identificazione per es. tra  famiglia e criteri di  sviluppo come non c’è tra azienda e criteri di sviluppo, tra persona-cellula sociale  e i suoi criteri di sviluppo, … ecc.

Ecco a grandi linee indicati i fondamenti  ma anche  la natura,  il modo di scomposizione, generato un modello di studio, sociale, economico, di marketing, e  politico. Infatti

Ingrandimento 4

Ciascuno di questi cicli è a sua volta un ciclo ……  Ci fermiamo qui, ma  chi ha voglia di studiare può arrivare tranquillamente alle voci di  programma di un partito.

Utilità

é difficile concludere una comunicazione in cui si avrebbero molte altre cose da  sottolineare, come  ad esempio

  • La mobilitazione dell’intero sistema come tutto o nulla
  • I fattori oggettivi che mobilitano l’intero sistema

Concludo perciò sottolineando solo le peculiarità espresse.

  • La centralità del criterio di sviluppo ( il criterio di è la modalità che l’uomo utilizza per la costruzione del proprio futuro sociale  e costituisce  la natura stessa del Modello). Fare politica non consiste nel costruire  strade, ma nel costruire  strade UTILI alla vita nel presente e nel futuro tali che rispettino questi criteri. politica come sceinza e tecnica costruttiva della società.
  • L’unità oggettiva ed ontologica del criterio di sviluppo iniziale: umanità vitale e vitalmente operante nello spazio e nel tempo. Questo unità oggettiva consente criteri di sviluppo razionalmente condivisibili da tutti. Dalla sua oggettività deriva, per esempio, che questo criterio non può essere messo a votazione. Ed infatti applicando questo criterio risulta  non democratico un referendum dove il 99% dei votanti delibera di ammazzare l’altro 1% . Consente  anche di dire a chiunque lo viva o lo proponga: quello che propongo è La strada(unica)per il nuovo modello, non la mia opinione circa la strada che occorre seguire.
  • La costruzione della realtà dell’agire umano  per feeback-liquidi (cicli attivistici). Da questo discende che ogni parte del programma sia immaginata/individuata come feedback in funzione di quello primario. È quindi strumento di progettazione obbligata (nei criteri) ma nello stesso tempo libera (nelle soluzioni che incarnano i criteri in quel problema particolare).
  • Scomposizione del ciclo iniziale in sotto cicli tutti necessari,  da attivare e controllare contemporaneamente. Il metodo di scomposizione attraverso cui  è possibile  organizzare tutto un programma politico è forse la cosa più importante che abbiamo identificato quella che consente di adattare l’azione concreta ad ogni situazione. Da questo deriva tutto: la proposta unitaria e articolata, la modalità di costruzione  delle alternative, sapere su cosa posso cedere e cosa devo mantenere..
  • La Politica  come CRITERIO DI SVILUPPO della  scienza e la tecnica costruttiva del comportamento sociale in funzione della Vita e della sua trasmissione, trasmissione  anche qui criterio di sviluppo che non si limita a “far figli”, ma è necessitata di dare a loro il modo  di vivere e di mangiare  e di costruire il mondo, nello spazio e nel tempo e quindi  in modo sostenibile

Grazie della pazienza, mi rendo conto solo di aver dato superficiali indicazioni , ma sperando di essere stato utile egualmente, resto  a Vostra disposizione per ogni approfondimento.

Concludo in modo bizzarro ma non meno vero. L’alternativa ai criteri di trasmissione della Vita sono i criteri di trasmissione della  sofferenza e della morte.  E per quel qualcuno crede di essere libero perché può scegliere la morte per lui o per gli altri,   “vaffanculo anche a lui” è l’espressione politica più adatta. E se a qualcuno la parola vaffanculo non sembra proprio “divina” voglio ricordare che è uno zuccherino gentile  di fronte a “sepolcri imbiancati” di millenaria memoria che evoca il massimo della putredine nei “criteri di sviluppo” utilizzati.

Di nuovo auguri di Buona Pasqua che letta con il suo significato di resurrezione è proprio quel che ci si propone  per l’Italia ma non solo. Un augurio a tutti di riuscire ad infilare la strada giusta.

Roggero Roberto

 

 



[1] La persona umana non è più salvabile dalle prassi mostruose che la travolgono e dai rispettivi cicli attivistici, semplicemente negando o rifiutando in modo più o meno gratuito le une e gli altri. La negazione teorica non conta, e il solo rifiuto personale non serve. Questo diventa efficace, contrapponendo prassi a prassi, ciclo attivistico a ciclo attivistico, un’autentica realtà storica dinamica come SD, a realtà storico-dinamiche aberranti, non già estromettendoci da questo insieme dinamico, che oggi domina la storia.     III  LA REALTA’ STORICA COME SUPERORGANISMO DINAMICO, CAPO VI LA PRASSI DINONTORGANICA, 7 – Superagente e autocostruzione

[2] SD come superagente; prassi come vita-azione di esso; autocostruzione del SD stesso, mediante la prassi. Sono i tre aspetti (o fattori, o elementi) che definiscono il ciclo attivistico del SD, richiamandosi e illuminandosi a vicenda. Essi si centrano sulla prassi. La prassi infatti da una parte presuppone il soggetto agente, che è il SD; e dall’altra postula un suo sbocco finalistico, che è precisamente l’autocostruzione del SD stesso.     III  LA REALTA’ STORICA COME SUPERORGANISMO DINAMICO, CAPO VI LA PRASSI DINONTORGANICA, 7 – Superagente e autocostruzione

[3] Quindi poiché ha un contenuto Razionale Interno ( = umanità) e una consistenza in continua costruzione (=feedback-feedforward liquido che si costruisce) si può definire ente dinamico.

[4] Essa è stata provocata ed imposta, come già s’è detto, dalla rivoluzione industriale e tecnologica, e dalla conseguente necessità, quotidianamente rinnovantesi, di costruire e ricostruire la società.     IV L’IDEOLOGIA CRISTIANA, III LA PRASSI IDEOLOGICA, 5- Prassi ideologica «oggettiva».

La dinontorganicità, sia pure soltanto “tecnica”, dell’economia industriale, la costringe a porsi come una realtà economica organica, senza possibilità di evasione: a porsi cioè come una realtà che tende ad una sua unificazione universale di natura necessitante, analogamente (ci si permetta il paragone) a quella di un organismo fisico.     ECONOMIA: Confronti sinottici,  Scienza economica dinontorganica

[5] Ricordarsi  sempre che il Nuovo Modello è costituito da Criteri di Sviluppo.

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