Il dilemma della morale nel tempo attuale – Piergiorgio Roggero

NEWSLETTER n° 15 – Piergiorgio Roggero

foto Roggero 02 tesseraIl dilemma della morale nel tempo attuale
I meccanismi morali di base nelle culture statico-sacrali.

Riprendo il filo del discorso della Newsletter n° 13 dello scorso luglio.

Per comprendere i meccanismi morali che ci sono stati trasmessi dalla tradizione della Chiesa è cruciale ricordare che la Chiesa ha vissuto per la maggior parte della sua storia in un ambiente statico sacrale e non ha potuto fare a meno di interaetica-e-nube-di-parola-di-principigire con i meccanismi morali di tale ambiente.

Se da una parte essa ha avuto una enorme influenza sulla civiltà occidentale e sui suoi valori (basti considerare la cultura di origine di enti laici internazionali come la FAO, la Croce Rossa, l’UNICEF), nel contempo appare poco ragionevole ritenere che non abbia subito influenze dall’ambiente in cui si esprimeva.

Diviene quindi importante riconoscere quali siano i meccanismi morali della mondo staticorealtà statico sacrale, in modo da poter discernere ciò che veramente il Signore consegna alla sua Chiesa e ciò che invece viene dall’ambiente in cui essa vive o è vissuta.

L’origine delle forze morali

Da dove partire per questa indagine sui meccanismi morali nella realtà storica statico sacrale?

Le forze morali non hanno un’origine astratta; rispondono a bisogni, perseguono obiettivi. L’indagine dunque deve partire dalla ricerca di quali siano i bisogni e gli obiettivi predominanti della realtà storica statico sacrale.

A partire dalle sue origini e sino alla metà del secolo scorso anche nella ricca Europa la vita è sempre stata difficile e fragile. Per la grande maggioranza della popolazione l’enorme investimento nella famiglia e nella prole era esposto a rischi altissimi; l’altissima mortalità di parto e infantile, la costante penuria di risorse, non sempre sufficienti a passare l’inverno, la sostanziale incurabilità delle malattie, le periodiche carestie, guerre ed epidemie rendevano la morte una minaccia incombente.

In un contesto così incerto, dove la morte è un nemicoPutre factio costantemente alle porte, è inevitabile che la sopravvivenza, l’allontanamento delle incertezze e della precarietà del sopravvivere sia la principale preoccupazione e divenga il vaglio di ogni altra valutazione.

Questa preponderanza del valore della sopravvivenza, innescato dalla quotidiana minaccia al vivere, è la chiave per comprendere la struttura della morale nella realtà statico sacrale.

L’esito della ricerca perciò di quali siano le tensioni generative della morale dunque appare a posteriori piuttosto ovvio: l’obiettivo primario, che è il bisogno primario della realtà storica statico sacrale, può essere sinteticamente riconosciuto nella primordiale necessità di sopravvivere.mondo statico3

Tuttavia non sono altrettanto ovvie le conseguenze strutturali ed i meccanismi morali che tale obiettivo induce.

I meccanismi morali conseguenti

Nella realtà storica statico sacrale l’incrociarsi della varietà degli ambienti naturali e della ricchezza della natura umana con la sua sensibilità, razionalità, creatività e spiritualità, ha generato nel tempo e nello spazio una varietà stupefacente e ricchissima di culture.

Tuttavia al di la di ogni differenza e particolarità, tutte indistintamente giocoforza ruotano attorno all’ineludibile e cogente necessità comune di trovare ciò che allontana il pericolo della morte. Le culture appaiono perciò come l’accumularsi e lo strutturarsi di complesse tecnologie di sopravvivenza.

La dimensione sociale di tali tecnologie, di importanza non inferiore alle tecnologie materiali quali l’agricoltura, l’allevamento e le varie lavorazioni dei materiali, assume la forma di norme di comportamento condivise, con tratti in parte comuni ed in parte differenti tra le varie culture secondo l’ambiente storico e naturale in cui vivevano. Si tratta di convenzioni e regole che vengono comprese come la chiave di sopravvivenza della comunità e di conseguenza assumono una forza morale enorme.

Da una parte esse costituiscono un potente fattore coesivo dei membri della comunità, legati ad esse dalla comune necessità di sopravvivere, dall’altra divengono un criterio di discriminazione molto forte: chi osserva le regole custodisce la prosperità e la sopravvivenza della comunità; chi invece viola tali regole mette in pericolo la comunità e ciò, data la gravità del pericolo, non è tollerabile.indignato

Accade di conseguenza che i violatori divengano oggetto di indignazione, di discriminazione, di rifiuto e sanzione sociale, anche violenta.

Le caratteristiche dei meccanismi morali nelle culture statico sacrali

Le convenzioni morali delle culture nella realtà storica statico-sacrale, proprio per la loro stretta relazione con la morte, tendono perciò ad assumere un carattere binario, duale.

Più la minaccia della morte/estinzione/negazione esistenziale è sentita, più le  regole che la riguardano diventano radicalmente rigide: non essendoci possibilità di correggere, di ritentare, di rimandare, non c’è di conseguenza margine per sostenere alcuna dubbiosità, tentennamento o gradualità.

La morale diviene un repertorio casistico del lecito e dell’illecito, senza vie di mezzo significative, dove ciò che non è permesso o consueto è scoraggiato, disapprovato o proibito. Lo sperimentare diversi modi di vita, il deviare dalle consuetudini e dalle tradizioni è sentito come un comportamento rischioso, irresponsabile, foriero di sventure e minaccioso per la comunità.

Le tradizioni, le usanze dei padri tendono a divenire indiscutibili, perché il fatto di essere vivi, di essere sopravissuti sino ad ora in una situazione così difficile,  è la prova inconfutabile di come esse siano la via della sopravvivenza della comunità.

Inoltre, la disponibilità di risorse troppo vicina al limite della sopravvivenza rende ogni risorsa preziosa ed insostituibile. Questa penuria e vulnerabilità delle risorse fa sì che ci sia un predominio indiscutibile dell’oggettività del comportamento rispetto alle intenzioni: ogni errore, ogni comportamento che mette a repentagli una risorsa o che la distrugge è di fatto “materialmente” intollerabile, indipendentemente dalla validità o dalla innocenza delle intenzioni di chi mette in atto tale comportamento.

La morale dunque, per necessità proprio della realtà storica statico sacrale, in relazione alla gravità della minaccia, tende ad assumere caratteristiche e meccanismi ben riconoscibili:

– una forma duale, dicotomica, senza vie di mezzo,Bivio

– un repertorio del lecito e dell’illecito,

– un’intolleranza a comportamenti diversi dal modo di vita approvato,

– una prevalenza del comportamento rispetto alla persona, della norma rispetto alle intenzioni.

Nelle culture statico sacrali questi meccanismi e le loro caratteristiche vengono diffusi, potenziati e difesi attraverso processi coesivi della cultura, quali quello psicologico, quello razionale e quello religioso.

Le culture, per la necessità vitale di coordinare la loro intera morfologia e le loro dinamiche in funzione della sopravvivenza, hanno bisogno di consolidare, difendere e potenziare una loro coerenza e sinergia interna rispetto a tale obiettivo ed alla morale che scaturisce. Questo coordinamento coinvolge tra gli altri tre importanti processi, quello psicologico, quello razionale e quello religioso, che vengono chiamati a supportarsi e potenziarsi coerentemente e coesivamente l’uno con l’altro in funzione del processo morale.

Nella prossima Newsletter esamineremo nel dettaglio questi tre processi.

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Una risposta a Il dilemma della morale nel tempo attuale – Piergiorgio Roggero

  1. Nicola Mele scrive:

    Chiaro, semplice ed interessante … alla prossima news

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