Elezioni dinontorganiche

Si è conclusa la campagna elettorale che ci ha visto “l’un contro l’altro emozionati”.Vediamo di ricavare il senso dinontorganico dell’evento, e magari una guida per la nostra azione.

Soggetto della votazione

Il soggetto della votazione è il programma di ciò che vuoi fare, la società che si vuol costruire. Prima di tutto con queste elezioni voto il programma, in seconda battuta la credibilità del soggetto che lo vuole realizzare. Questa non è l’elezione di Miss Italia dove avviene il contrario.

contenuto dinontorganico del programma

Si, ma quale programma?

Tipo di programma

Quando un programma è dinontorganico? Quando al suo interno è contenuta l’ideoprassi dinontorganica. Poiché nessuno lo dichiara dobbiamo verificare che punti da realizzare descrivano una “realtà complessa ( di economia e società per la vita) animata da un proprio principio vitale e quindi capace di vivere ed agire a titolo proprio autocostruendosi in modo coerente ed univoco nello spazio e nel tempo

L’elezione non ha il compito di portarci ad una società perfetta , ma una società sicuramente non perfetta ( è un ente dinamico!) che tende/decide di autocostruirsi in una certa direzione, un po’ meglio di ieri, sicuramente peggio di domani.

Quali ambiti definiscono questa nuova direzione costruttiva? Società per la trasmissione della vita che informa globalizzazione economica per la vita, lo sviluppo dell’economia industriale, la produzione di utile economico di sistema in funzione tanto dell’economia quanto della vita, impegno nella cultura del sociale per la vita, appoggio alla famiglia reale, percezione della prassi familiare come una prassi comunitaria con un ruolo sociale in funzione della trasmissione della vita. Chi non ha tutti questi aspetti insieme NON è dinontorganico, ossia NON costruisce una società in grado di reggersi da sola, in nostro voto per lui è un voto distruttivo della società stessa.

Modello di Programma

Il programma aggiunge  gli aspetti pratici ai criteri  sopra elencati e poiché l’elezione è a livello nazionale occorre osservare che ciò che viene proposto sia realizzabile.

Non è più “cristiano” di un altro chi offre di aumentare le pensioni minime, dare 1000 euro ad ogni elettore e dare un reddito di cittadinanza ad ogni Italiano svendendo gli immobili dello stato, o concludendo fantomatici accordi con la Svizzera. Si tratta di azioni “una tantum”mentre la “carità elettorale” consiste nel scegliere quelle soluzioni che sono in grado di sostenere il sistema socio economico  italiano “nello spazio e nel tempo”.

Par condicio significa prima di tutto studio

Mi sono accorto in questi giorni che quasi nessun elettore sa di cosa sta parlando. Non si sa cosa chiede l’uno o l’altro partito. Le intenzioni di voto sono legate a quello che la campagna elettorale ha propinato. Si vota la persona (Monti, Bersani, Vendola, Belusconi, Ingroia,…) e in questo  modo passano in secondo piano i programmi che non si ha tempo e voglia di leggere. Si vota una persona e quindi siamo “l’un contro l’altro emozionati”. Infatti  voto o non voto una persona  perché è “mafioso, massone, pederasta, pedofilo, corrotto, corruttore, donna, padano…”. Par condico elettorale significa elezione consapevole e quindi prima di tutto studio per definire l’azione dinontorganica o meno di un programma: oggi non viene fatta, ma in futuro occorrerà impegnarsi per farla, magari inviando un questionario ad ogni singolo partito che risponda in merito al proprio programma.

Par condicio significa comunicazione

Inutile dire che la comunicazione su cui formiamo la nostra attenzione è infinitamente sbilanciata sia per la struttura sia per i canali di comunicazione di massa.

La struttura è alterata per  l’impossibilità di esporre un proprio programma. “Ci dica in 5 minuti” …. “lei è favorevole o no all’eliminazione dell’IMU”. Non lo sono perché dovrei inserire una tassa sulla benzina o sugli alimentari  per sostituirla, … ma la risposta “no” fa di me un “bastardo sostenitore delle tasse”.

La struttura è alterata per il tempo dato ai partiti minori. Ogni elezione AZZERA la situazione, tanto che possono nascere nuovi partiti che prima non esistevano:dovrei avere la possibilità di conoscere  ogni programma ma non ce l’ho. L’eccezione quest’anno è 5stelle che ha attivato un nuovo canale di comunicazione non in mano ai soliti noti. Inutile avere un programma dinontorganico se poi nessuno sa che esisti. Come fare per il futuro?

Elezioni organico dinamiche

In clima di incertezza, giustificare razionalmente le proprie scelte è il primo passo per la “carità elettorale”. Compito del MID è quello di preparare le elezioni in modo tale che

  1. sia distinguibile un programma dinontorganico da uno che non lo è
  2. sia possibile una valutazione sul grado di fattibilità

Impossibile? Il primo punto no, necessita solo di buona volontà. Per il secondo punto occorre unificare professionalità ancora non presenti, ma non è detto che in futuro non sia realizzabile.

Intanto godiamoci questa “farsa” emozionandoci a più non posso. Peccato solo che alla fine della rappresentazione non si possa alzarsi ed uscire dal teatro.

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