Chi siamo

MIDSe credi che costruire la società sia meglio che consumare la società e se credi che l’essere preceda l’avere allora questo blog potrebbe interessarti. 

Costruire un nuovo tipo di sviluppo per una società dinamica, unita e organica significa di fatto costruire una nuova civiltà cristiana e per questo occorre essere coscienti della propria identità.

L’auspicio è un tipo di società laica e non laicista  capace di favorire la convivenza umana funzionale.

Non si tratta di costruire una società con il Papa Re o con un ritorno a forme societarie di tipo religioso,  si tratta piuttosto di recuperare il giusto punto di riferimento per costruire un società laica distinta dalla società religiosa che metta le proprie forze a servizio del bene comune.

Ricercare, costruire e vivere l’unità possibile, il vero, il buono e il bello è lo scopo finale della nuova società che chiamiamo organico e dinamica.

La costruzione richiama la responsabilità verso sé stessi e verso la comunità in cui si vive e lo sappiamo bene che costruire è molto più difficile che distruggere.

A distruggere e consumare son capaci tutti….

……. a costruire no!!

Prima di entrare nei dettagli della proposta,  ecco due brevi parole sul movimento e l’associazione.

demariacdx

don Tommaso Demaria, scopritore dell’ente dinamico e fondatore della cultura realistico-integrale

Il M.I.D. è un movimento non-associativo che nasce nel 1970 per iniziativa di don Tommaso Demaria, Giacomo Costa e don Paolo Arnaboldi, per proporre ai cristiani una nuova cultura laica e non laicista, alternativa al liberismo capitalista e al marxismo (che in quei tempi era in auge).

Non tanto una nuova cultura da contemplare sui libri e su cui fare tanti bei discorsi bensì una nuova cultura capace di animare la costruzione di una società alternativa proprio alle società capitalista e marxista. Un progetto ambizioso non c’è che dire!

Il capostipite e il teorizzatore di questa nuova cultura fondata sulla scoperta della categoria ontologica dell’ente dinamico è stato il filosofo e teologo salesiano don Tommaso Demaria, i dettagli sulla sua vita e le sue opere li trovi nel nostro sito.

La constatazione oggi come allora è questa:

molti cristiani in assoluta buona fede abbracciano culture essenzialmente anti-cristiane preposte alla costruzione di società atee e materialiste. Spesso senza rendersi veramente conto si mettono a servizio di prassi in palese contrasto con la loro fede e anzi a volte tentano anche di piegare la fede ai dettami di queste culture.

Perché lo fanno?

  • Alcuni senz’altro per bontà ( o forse buonismo cioè bontà sganciata dalla verità), per cui sono affascinati e attratti dagli aspetti positivi di queste culture ( che in effetti ci sono) e scambiano la parte per il tutto, pensando che questi aspetti positivi possano prevalere su quelli negativi ma purtroppo ignorano la potenza delle prassi ideologiche che tatticamente mostrano il meglio di sé ma strategicamente impongono poi il loro assoluto ateo-materialista.

In questo gioco contano molto anche le relazioni personali che si instaurano e allora per non dispiacere a qualcuno o per cercare di andare d’accordo con tutti accettano anche idee e prassi poco ortodosse.

  • Altri cristiani invece sono proprio vittime inconsapevoli di una cultura filosofica soggettivista che ha contaminato il vivere e l’agire quotidiano a tutti i livelli, dalla scuola ai mass media, e accettano come fatti normali atteggiamenti impensabili solo fino a qualche decennio fa. Questa è la via privilegiata che ha condotto e conduce all’ateismo pratico.

Talvolta accettano queste culture perché non hanno trovato niente di meglio o niente di già pronto e allora in modo un po’ acritico e superficiale si accodano.

  • Altri ancora sono convinti  che queste culture siano veramente buone e contengano i germi di una vera liberazione: in fin dei conti, dicono, nulla possiamo conoscere di veramente oggettivo e siamo semplicemente gettati in questo mondo in cui tutto è provvisorio e relativo. In questo caso intervengono nelle loro scelte non pochi aspetti fideistici non sempre comprensibili e spiegabili.

Si rende sempre più necessaria una nuova cultura per i cristiani

Questa fu la presa di coscienza di Tommaso Demaria:

l a necessità di una nuova cultura per i cristiani e gli uomini di buona volontà attivi nella società ( come politici, imprenditori, sindacalisti, professionisti, cittadini etc…) che fosse radicata nella tradizione del realismo filosofico tomista e aperta alle dinamiche della nuova società laico-secolare.

Solo con i giusti presupposti culturali laici è possibile costruire una società organica funzionale alla convivenza umana.

Di qui la nascita del movimento MID che significa Movimento Ideoprassico cioè un movimento che vuole animare una nuova prassi sociale i cui contenuti vedremo tra poco,

Il MID è in realtà un movimento “virtuale”, libero da vincoli di appartenenza organizzata e ne fanno parte semplicemente tutti quelli che condividono le sue finalità. Vuole più che altro essere una corrente di vita.

L’Ass. Nuova Costruttività invece è nata nel 2000 ed è una sorta di braccio operativo del movimento e come tale raccoglie e rilancia la proposta originaria in modo organizzato.

Riprendiamo adesso il filo del discorso originario affermando il presupposto culturale di partenza: senza un’adeguata comprensione della realtà storica è impossibile progettare una società buona.

Per questa ragione studiamo, accogliamo e pratichiamo la metafisica realistico-dinamica come strumento primario per la ricerca e l’agire.

Che cos’è la metafisica realistico-dinamica?

cielo-con-punto-di-domanda

La metafisica realistica è la scienza che risponde alla domanda: CHE COS’E’?

E’ la domanda che si pongono i bambini di fronte alle cose che non conoscono ed è l’atteggiamento che dovrebbe mantenere anche ogni persona adulta.

La domanda riguarda tutti gli ambiti della realtà e con linguaggio un po’ “importante” si dice che la metafisica risponde alla domanda sull’essere.

Nella prospettiva che sosteniamo, se la domanda è sull’essere della natura e dell’uomo in quanto ente naturale abbiamo la metafisica realistico statica.

Se la domanda è sull’essere della storia e sull’uomo in quanto parte e costruttore della storia abbiamo la metafisica realistico dinamica.

 Diciamo realistica perché riguarda la realtà oggettiva  e diciamo dinamica perché la realtà che la questa metafisica osserva è una realtà in costruzione non casuale, ma coerente con il proprio valore di riferimento.

Quindi se, per esempio, il punto di riferimento della storia è il denaro, allora tutto si costruisce progressivamente in sua funzione e abbiamo il capitalismo.

Se invece come  punto di riferimento della storia si assume la lotta di classe allora  avremo il comunismo, e via di questo passo.

Il sistema metafisico completo che contiene entrambe le metafisiche(statica e dinamica) si chiama metafisica realistico-integrale.

La  metafisica realistico dinamica nel suo contenuto è un insieme coerente di conoscenze che riguardano i pilastri essenziali della realtà storica, essa è una scienza ormai necessaria per progettare e costruire la società nei suoi aspetti macro e anche nei suoi aspetti micro:

  • gli aspetti macro sono quelli  che riguardano le grandi azioni storiche: politiche
  • , economiche e sociali.
  • gli aspetti micro riguardano invece le piccole, ma decisive, azione quotidiane: l’organizzazione di una  impresa, la gestione di un comune, lo sviluppo di un’associazione e perfino la buona crescita di una famiglia.

Le ricadute di questa sapienza sulla vita concreta sono dunque molto importanti sia a livello di persona che di struttura.

In questa ricerca sono coinvolte tutte le scienze umane in particolare la sociologia, l’economia, la psicologia, la pedagogia fino alle scienze matematiche e naturali. Anche la teologia ha la sua diretta importanza.

Quanti sono i pilastri nascosti della società?

I pilastri fondamentali per progettare una società globalizzata che possa vivere in pace sono tre, anche se in realtà sono intrecciati in modo tale da costituire in definitiva un unico  principio sintetico e più avanti diremo bene anche quali sono.

I pilastri della Creazione nella nebulosa dell’Aquila

Una società che non abbia nelle proprie fondamenta questi tre presupposti, nel lungo periodo finisce per franare sotto il peso dei proprio errori. Ci sono naturalmente anche molti altri aspetti, “altri pilastri“, ma questi tre sono quelli essenziale.

La scoperta di questi pilastri è l’esito della ricerca condotta dalla metafisica realistico dinamica; si tratta di una scoperta che è ad un tempo un punto di arrivo e di partenza.

Conoscere la metafisica realistico dinamica è dunque come scoprire le fondamenta di una casa: esse a prima vista sono invisibili eppure sappiamo che ci sono e sappiamo che qualcuno le ha scavate; allo stesso modo la metafisica ci mostra le fondamenta della storia anzi della realtà storica e questo è un bel vantaggio per chi è politico, imprenditore o anche è semplicemente attivo nella società.

La comprensione della metafisica realistico-dinamica è alla portata di tutti e non occorre essere filosofi, economisti o politici per capirla, tuttavia è possibile che questo non sia un blog adatto a te,  non perché sia difficile, ma perché esige come presupposto che tu abbia il desiderio di conoscere per costruire.

Costruire che cosa?

Costruire una società prospera che possa durare, certamente solidale e anche orientata ad un principio molto semplice: chi non lavora neppure mangi.

E questo richiama la necessità della responsabilità individuale all’impegno nel lavoro e anche la responsabilità sociale di offrire a tutti l’opportunità di un lavoro utile al bene comune ( non solo di un lavoro tanto per fare ma un lavoro utile).

E’, come si comprende, un impegno enorme che però non ha alternative se non il caos sociale o costruzioni sociali vessatorie destinate a crollare sotto il peso dei propri errori con tutto ciò che ne deriva: il crollo del comunismo sovietico  è un esempio ancora molto recente.

Ma anche il capitalismo quanto durerà? 

 

 

 

Crollato il “mito” del comunismo su cui la storia ha già gettato il suo giudizio con buona pace di chi lo vuole risuscitare, il mondo si è ora arreso al dominio di una prassi globale fondata sul denaro in cui i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri.

Lo riconosciamo che questo è un mantra forse un po’ abusato ma i dati oggettivi della sociologia raccontano proprio questo, non si tratta di opinioni personali.

Con ciò non vogliamo disconoscere o negare anche i tanti risultati positivi che l’umanità ha raggiunto  in questi decenni, ma è ormai evidente che si tratta di un benessere apparente e fragile, destinato a crollare sotto il proprio peso a causa degli errori strutturali di impostazione che stanno  alla sua origine: il capitalismo finirà per distruggerci con quello che ci offre perché esso è conflittuale per essenza.

In sé stesso, il capitalismo non genera necessariamente povertà ( spesso la povertà esiste a prescindere dal capitalismo) tuttavia esso non è in grado di eliminarla o quanto meno di dare a tutti una possibilità di miglioramento e crescita non solo dal punto di vista materiale ma anche interiore e spirituale.

Dollari montagna

La sua tendenza è quella di far accumulare molta ricchezza nelle mani di pochi, per cui è vero che molti di noi hanno migliorato la propria condizione ma è altrettanto vero che la maggioranza non ha e non potrà mai avere questa possibilità proprio perché il capitalismo ha strutturalmente bisogno di un grande numero di persone che si “accontentano” di lavorare per pochi spiccioli pur di lavorare e sbarcare il lunario; anche questa non è un’opinione ma è un fatto statistico.

Aggiungiamo che anche la ricchezza dei paesi che si sono arricchiti con il capitalismo si è dimostrata molto fragile, tanto che in questi anni si assiste ad una sorta di onda di ritorno per cui i ricchi  o comunque chi aveva raggiunto una vita agiata rischiano di diventare poveri, anzi molti lo sono già diventati.

La critica al capitalismo, sia ben chiaro, non significa critica all’economia di mercato che di per sé è cosa buona; il capitalismo, in realtà, è una deformazione dell’economia di mercato, tale per cui il denaro prende il sopravvento su tutto fino a diventare un vero e proprio idolo, non solo a livello personale ( come sempre è stato anche nel passato) ma a livello di struttura sociale, cosa per cui senza denaro non si può più fare nulla.

L’economia di mercato è una realtà positiva

L’economia di mercato è per noi una realtà positiva e valida anzi indispensabile perché se ben orientata favorisce la crescita e lo sviluppo sia della persona che della società.

Ma la chiave del discorso sta in quel “ben orientata” e questo richiede una profonda maturità non solo delle imprese e delle politiche economiche ma anche e forse soprattutto del mercato.

Torniamo per un istante al capitalismo e alla cultura laicista che lo anima: esso non ha niente di naturale o scientifico!

Il capitalismo in modo più o meno radicale è in realtà una fede, una fede ideologica ateo-materialistica che di scientifico o naturale ha ben poco tuttalpiù possiamo dire che ha un certo grado di spontaneità, cosa per cui se lasciato in balia di sé stesso finisce per imporre la propria forma a tutta la società: tutto diventa mercato e commercio, tutto finisce per avere un prezzo, tutto si vende e tutto si compra, generando in questa maniera nuove forme di schiavitù.

Così è anche il marxismo. Anche il marxismo è stato ed è ancora una fede ideologica di scarso valore scientifico. Si fonda su presupposti culturali sbagliati e su una antropologia inventata. Politicamente sembra morto in realtà insiste ancora in alcuni paesi e domina ancora in molta cultura (anche religiosa) seppure trasformato e mimetizzato.

Capitalismo e marxismo solo in apparenza si oppongono di fatto sono due ideologie sorelle, figlie di un medesimo approccio culturale ateo-materialistico teso alla costruzione della realtà storica. Non è un ateismo che si consuma nei libri o nella mente di pochi studiosi è un ateismo militante che si innesta nella società.

L’ateismo cui qui ci riferiamo perciò non è tanto l’ateismo religioso, che bene o male c’è sempre stato, quanto piuttosto l’ateismo ontologico che è molto più pericoloso perché è il presupposto per l’ateismo religioso di massa. L’ateismo ontologico è quella forma di cultura per cui si concepisce e la vita e la società non come un essere da costruire ma come una materia da consumare. Con l’ateismo ontologico il divenire prende il posto dell’essere, la competizione fine a sé stessa prende il posto dell’impegno costruttivo.

L’ateismo ontologico nega l’essere sia della persona che della società e lo riduce a divenire della natura o della materia. Negato l’essere e il Suo garante non rimane che il nulla: ci si inabissa nel nichilismo.

crolloBorsaMolti si illudono che il capitalismo sia invece diverso e lo confondono con l’economia di mercato;

ritengono che sia l’unica via possibile per l’umanità di convivere a livello globale e non si accorgono che le crisi economiche sono cicliche, sempre più frequenti e sempre più potenti;

esse non sono affatto incidenti di percorso bensì effetto strutturale e necessario proprio del tipo di società capitalista.

Il capitalismo è materialismo militante, è divenire fine a sé stesso, competitività senza costruzione e si riduce a vuoto divenire ontologico; diciamo ontologico perché ormai siamo strutturalmente costretti a  consumare per produrre, solo per tenere in piedi il sistema……….. ma quanto durerà?

Le crisi economiche spostano periodicamente i loro effetti più negativi in diverse parti del mondo, a caccia di sempre nuovi guadagni e nuove speculazioni: è palese che nelle crisi economiche un grande numero di persone nelle società si impoverisce e che un numero ristretto di eletti si arricchisce.

Il divario tra i ricchi e poveri è solo uno degli effetti negativi del capitalismo sul lungo periodo.

il capitalismo dal punto di vista metafisico è conflittuale per essenza,  e perciò esso porta con sé uno strutturale degrado morale, corruzione dei costumi, divisioni, conflitti diffusi, guerre di mercato, guerre per l’accaparramento delle risorse, solitudini , consumismo fine a sé stesso, indebitamento strutturale di persone e stati e anche e soprattutto lo scardinamento della famiglia naturale.Famiglia-615x340

In questo processo di scardinamento della famiglia naturale gli danno man forte la cultura sorella post-comunista e la cultura del politicamente corretto,  sempre alla ricerca di nuovi e improbabili diritti da accampare a favore di altre strutture ontologicamente chiuse alla vita. 

Una società senza famiglia naturale o con una famiglia naturale debole è una società di individui soli e senza radici, facilmente manipolabili, economicamente fragili e perciò schiavi del mercato.

La vita umana è svilita a semplice ingranaggio del meccanismo dei consumi. Tutto si compera e tutto si vende: dall’embrione all’utero, dalla vita alla morte.

Questi fatti rivelano l’esito “naturale“di questa impostazione culturale e sociale, che  sembra fagocitare progressivamente tutto quello che di buono è stato costruito.

Un cenno particolare va riservato oggi alla questione ambientale: lasciando da parte i proclami apocalittici di certe visione estreme dell’ecologismo radicale che non ci appartengono, dobbiamo pur affermare con forza che il pianeta manifesta una certa sofferenza, lo sfruttamento incontrollato della natura è in molti casi palese e questo ci spinge a pensare che è necessaria una forte inversione di tendenza con stili di vita compatibili con le leggi oggettive della natura: Dio perdona sempre, l’uomo qualche volta ma la natura mai.

In questo contesto di crisi itinerante permanente la persona è ridotta al ruolo di produttore/consumatore, ingranaggio di un meccanismo globale impersonale che nessuno pare più in grado di  controllare. Se non sei né produttore, né consumatore il sistema cerca di espellerti.

Tuttavia i varchi per inserire una rinnovata speranza viva e vitale ci sono.

La proposta del MID è senz’altro impegnativa, non lo neghiamo, perché intende fondare il nuovo tipo di sviluppo a partire dalla metafisica realistico-integrale; d’altra parte non utilizzare questa metafisica sarebbe come voler progettare un aereoplano o un grattacielo senza conoscere la matematica e la fisica.

Come pretendi allora di fare politica o impresa o anche semplicemente agire nella società se non conosci le strutture della realtà storica e la loro codificazione? Il rischio concreto in questo caso è che tu ti metta a servizio, senza saperlo, di prassi oggettivamente sbagliate e distruttive (vedi capitalismo e post-marxismo)

Questa nostra scelta così forte culturalmente comporta l’uso retto della ragione ed evidenzia la sua capacità di riconoscere progressivamente, benché sempre imperfettamente, la verità.

 

Molti oggi negano che la verità esista e  se esiste non è conoscibile.

 

Molti negano che la verità esista o che sia conoscibile, affermando che in definitiva ogni verità è relativa!

Ma intanto impongono culturalmente agli altri la propria verità spingendoli  ad accettare la tirannia del denaro e a vivere in modo acritico sotto le leggi della materia bruta.

Se la società non si fonda sulla conoscenza della verità,  non diventa essenzialmente  buona, tuttalpiù  diventa buonista.

Siccome poi  siamo per l’agire concreto e per tradurre in pratica quanto si è compreso con la ragione e l’esperienza, ecco che allo sforzo della comprensione e della consapevolezza si aggiunge l’ulteriore impegno della coerenza nella vita quotidiana.

Qual è il premio per questa grande fatica?

La fondata speranza è quella di una vita di pace e prosperità diffusa, ma attenzione non si tratta di costruire il Paradiso sulla terra, sia ben chiaro, perché  questo non sarà mai possibile.

La società umana sarà sempre una società imperfetta proprio perché è in costruzione per essenza.

Il mezzo attraverso il quale è possibile realizzare questa nuova via è l’azione coordinata e continuata di persone e strutture ( cioè una prassi) verso il bene comune.rob1_4-ccolore

Si tratta di una via mite e determinata che non richiede rivoluzioni violente né seduzioni, ma una nuova cultura nelle persone e una nuova organizzazione della società.

Non occorrono nemmeno grandi capitali, perché il sistema è potenzialmente più efficiente e sostenibile dell’attuale liberalismo capitalista e quindi può essere attuato a partire  da piccole comunità ( piccoli comuni, piccole imprese, piccole realtà sociali etc…).

 

Quali sono i tre pilastri fondamentali?

A questo punto e finalmente sarai curioso di conoscere quali sono questi tre pilastri essenziali.

Abbiamo già affermato che essi sono il frutto di una ricerca metafisica profonda e che sono un punto di arrivo e di partenza; li elenchiamo in breve come promesso all’inizio.

Resta inteso che ognuno di essi merita una trattazione molto più profonda che troverai in modo completo nella nostra biblioteca.

  • Il primo pilastro è quello del dinamismo essenziale della realtà storicasignifica che l’essenza della realtà storica moderna, cioè quella che è nata dalla rivoluzione industriale, è sempre da costruire e da migliorare nella propria struttura profonda; si tratta di scoprire e realizzare progressivamente il progetto che essa porta in sé come vocazione.  Nel mondo moderno vince” chi è più attivo, anche se portatore purtroppo di falsità. Ciò significa che la più grande verità resta sepolta se non viene immessa nel circuito del dinamismo, al contrario la più grande falsità può risultare prevalente e addirittura vincente se immessa nel medesimo circuito. Il dinamismo essenziale è una costruzione continua, un’azione permanente e finalizzata. Chi è il soggetto di questa azione? E’ evidente che in prima istanza è sempre l’uomo che agisce ma il dinamismo essenziale vuole porre in evidenza un altro e nuovo soggetto: la prassi storica. Infatti nella realtà storica nata dopo la rivoluzione industriale l’azione di ogni singolo uomo viene rifusa di fatto in una macro azione globale, cosa per cui possiamo riconoscere una sorta di enorme azione collettiva sintesi delle azioni di ogni singolo uomo. L’agire  di ogni uomo, che accetti liberamente questo servizio, è l’energia necessaria della prassi storica, senza agire essa muore. Pensa, per esempio, alla vita di una fabbrica: senza il continuo agire delle sue parti la fabbrica muore perché l’agire concreto ( in senso costruttivo) fa parte della sua stessa essenza ( essere in costruzione per essenza). La caratteristica di questo agire è la sua ciclicità aperta e progressiva, per cui tutte le sue azioni  rientrano in una  costruzione ciclica e in un controllo ciclico e questo garantisce il suo progressivo miglioramento o peggioramento in funzione del suo fine. Infatti la prassi storica può essere buona o cattiva, pacifica o conflittuale a seconda dell’anima che la pervade.  Finora abbiamo conosciuto due tipi di anima: quella marxista e quella capitalista entrambe conflittuali per essenza, la prima orientata al potere, la seconda al denaro. Che tipo di società hanno costruito? Sono in grado queste anime di garantire il futuro dell’umanità? Queste domande ci conducono al secondo pilastro che fonda la possibilità concreta di una terza anima potenzialmente capace, se accolta, di garantire la sopravvivenza storica dell’umanità.
  • Il secondo pilastro è la dimensione ontologica della realtà storica; questo significa che la Realtà Storica ( cioè la realtà umana esistenziale)  porta in sé un “dover essere” cioè una essenza che chiede di essere realizzata progressivamente attraverso la libera scelta degli uomini. La realtà storica aspira quindi per propria natura a diventare un unico vero essere (ente dinamico cioè fatto di azioni costruttive e quindi non sostanziale ) capace di vivere e agire a titolo proprio come un organismo. Si tratta di un organismo dinamico a portata universale e non paragonabile agli organismi naturali esso infatti è un organismo storico con proprie specifiche caratteristiche. Esso vive e agisce grazie all’azione degli uomini ma dai quali è anche in qualche modo indipendente; per comprendere meglio questa sorta di autonomia della realtà storica possiamo ricorrere all’esperienza visibile di alcune specifiche prassi globali che nessuno è in grado di controllare o guidare, come per esempio i grandi disastri finanziari che sembrano esplodere all’improvviso e che nessuno è in grado di impedire oppure anche in grandi danni ambientali che nessuno è in grado di controllare. In questi casi i cambiamenti non sono più sottoposti al governo della singola persona o di gruppi ma richiedono il ricorso a “leve” legate alla natura della prassi stessa, leve oggi in larga parte sconosciute. La dimensione ontologica sottolinea dunquel’unità della realtà storica” e quindi anche la sua implicita verità, bontà e bellezza che però deve essere indagata, conosciuta accolta  e vissuta nella libertà umana. L’unità della realtà storica non si realizza né in modo automatico, né spontaneo; essa richiede la libera accettazione della persona umana senza la quale non si può concretamente realizzare e ciò richiede naturalmente un grande sforzo educativo. Solo l’unità e la sintesi tra gli uomini e le relative strutture organizzate è in grado di realizzare la sopravvivenza futura dell’umanità. Altresì un’umanità in perenne conflitto sociale, economico e culturale non può che portare alla guerra globale strutturale e permanente il cui esito potrebbe essere davvero la concreta distruzione totale del pianeta. L’unità storica è fatta, per definizione, di relazioni pacifiche e stabili non però nel senso della rigidità ma nel senso della coerenza con la propria natura; si tratta di relazioni in perenne costruzione coerente, non c’è quindi spazio per il relativismo culturale ed è invece necessario l’impegno per la progressiva scoperta della verità: metafisica, scientifica e religiosa. La dimensione ontologica mette dunque in evidenza che la vita di questo nuovo ente ( la realtà storica) può mantenersi nel lungo periodo solo se, in definitiva, vengono presi in considerazione i bisogni oggettivi di tutti gli uomini e di tutto l’uomo, nel suo aspetto materiale e anche nel suo aspetto spirituale a partire dalla consapevolezza della propria creaturalità:  nessun essere concreto sa darsi la propria esistenza da solo, nemmeno l’uomo. Per questa ragione la prospettiva dinontorganica è teo-spiritualista (costruttiva di un essere storico fatto di azioni)  e non ateo-materialista ( puro divenire della materia e della storia senza senso né significato)
  • Il terzo pilastro è l’organicità della realtà storica; essa indica che tutte le parti (persone e strutture) della realtà storica devono “lavorare” per il bene reciproco perchè questa è la condizione per garantire la sua stessa vita; una realtà sociale le cui componenti non si pongono l’una a servizio dell’altra è disorganica, non è funzionale e perciò destinata prima o poi a morire. L’organicità richiama perciò la vita stessa che in questo caso è da intendere non come vita biologica ma come vita storica di secondo grado: pensa, per esempio, alla vita di una famiglia o alla vita di una comunità per cui si dice: quella è una “famiglia viva” oppure quella è una “comunità viva“. Cos’è in definitiva la vita? E’ la capacità di “muovere sé”, perciò una comunità è viva nella misura in cui è in grado di muovere sé stessa verso la realizzazione della propria vocazione (missionarietà), senza costrizioni esterne o obblighi vessatori ed è per questo che è necessaria la libera adesione da parte della persona; una comunità incapace di agire in questo modo diventa autoreferenziale e statica ed è destinata all’estinzione. Questa vita sociale di secondo grado ( fatta non solo di persone ma anche e necessariamente di strutture) ha perfino ripercussioni enormi sulla vita biologica fino a condizionarne nel bene o nel male la stessa esistenza ( In positivo: il progresso della medicina, la cura della persona, l’attenzione ai poveri, la tutela dell’ambiente. In negativo: la pratica dell’aborto, l’utero in affitto, l’eutanasia, lo sfruttamento irresponsabile della natura)

La sintesi di questi tre pilastri si chiama dinontorganicità e questo è l’Assoluto che fa da forma imprescindibile alla costruzione della nuova società della pace. Senza questi tre presupposti metafisici nessuna società umana può sopravvivere nel lungo periodo. Comprendere a fondo questa triplice realtà e scoprirne le possibili applicazioni concrete  richiede senza dubbio un grande sforzo: oggi più che mai è necessario compiere questo sforzo.

Alcune strutture  e le persone che intendono perseguire questo scopo si sono unite in un Movimento chiamato appunto M.I.D.  che significa Movimento Ideoprassico Dinontorganico; non ti spaventare di questi “paroloni”, sono termini tecnici che trovano chiarimento nel resto del blog. Siamo d’accordo: si poteva trovare un nome più gradevole, ma ormai quel che è scritto è scritto. Una cosa però è certa: con un nome così non è possibile confonderci con altri movimenti e dopo aver letto fin qui, senz’altro ti ricorderai di noi.

Il movimento si avvale anche di un “braccio operativo”: l’associazione Nuova Costruttività Onlus, essa si occupa della diffusione della cultura organico-dinamica, di questioni pratiche e organizzative.

Chiunque metta al primo posto nella società la convivenza umana funzionale e cioè la vita della persona per la comunità, con la comunità e nella comunità a partire da quella famigliare può aderire a questo progetto. Si tratta infatti di scoprire e mobilitare nel mondo  le regole proprie della vita di secondo grado, quel tipo di vita cioè capace di tras-formare l’esistenza solitaria di miliardi di persone in una comunità globale viva e vitale orientata al bene comune sia materiale che spirituale.

Desideriamo dialogare e collaborare con tutti gli uomini di buona volontà. I responsabili del MID e gli aderenti storici professano in genere la religione cattolica e il movimento accoglie e condivide come riferimento spirituale il Magistero del Papa e la Tradizione della Chiesa, proprio per questo, conscio della propria identità, il M.I.D. rispetta e ama anche tutti gli uomini che professano altre religioni e anche quelli che non ne professano nessuna; questo progetto chiede che ci si possa incontrare senza pregiudizi sul terreno comune della retta ragione, della buona volontà e del sentimento umano.

Sia chiaro fin da subito perciò che non chiediamo a nessuno di farsi cristiano per aderire al MID, perché il nostro è un movimento laico fondato sulla ragione e sulla ricerca metafisica, tuttavia puoi  aderire al M.I.D. solo se almeno non sei contro Gesù Cristo e contro la Sua Chiesa; non ti chiediamo di essere “con” ma almeno di non essere “contro”.

Chiarito questo importante aspetto, chiunque può  sentirsi parte del MID. Alla stessa maniera chiunque può iscriversi a Nuova Costruttività.

Se desideri ulteriori informazioni puoi visitare anche il nostro www.dinontorganico.it , è uno strumento molto semplice generato per spiegare  in breve ma in modo completo chi siamo e cosa proponiamo. In questo blog invece diamo più spazio alle attività, alle comunicazioni, alle News Letter e ai download.

Se senti la forza di questi argomenti e se condividi la lettura che abbiamo dato della realtà, iscriviti alla nostra NEWSLETTER. La newsletter è uno strumento formativo agile ma indispensabile per iniziare a imparare a conoscere il mondo in cui viviamo e per scoprire anche strumenti concreti per agire.

Visita anche il nostro sito www.dinontorganico.it

Condividi:

2 risposte a Chi siamo

  1. Plus scrive:

    bello

  2. Pingback: Cambiare modello di sviluppo – di Papa Francesco ( da Radio Vaticana) | il M.I.D. promuove un nuovo tipo di società

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *