Concluso Convegno sulla Sostenibilità- La “non-utopia” di un nuovo modello di sviluppo. Luca Cipriani

A distanza di una settimana desidero tracciare un breve bilancio del convegno sulla sostenibilità, Per Un Mondo Migliore, che si è conclusoFototessera 10004 venerdì scorso a Roma presso l’ Università Pontificia Salesiana (ampia sintesi degli interventi).

Il discorso è molto semplice: se non cambiamo modello di sviluppo socio-economico non ci sarà futuro per il nostro pianeta. Questa è infatti la sintesi degli interventi delle due giornate, che lo ricordiamo ha visto due momenti: il primo aperto a tutti ed il secondo riservato all’incontro con la delegazione dell’Università di Varsavia.

In particolare è emerso che il concetto di sostenibilità va esteso non solo all’ambito naturale ma anche e forse soprattutto a quello della convivenza umana: senza una relazione equilibrata e pacifica fra gli uomini ( e qualcuno ha sottolineato anche con Dio) non sarà possibile nemmeno l’equilibrio con la natura. La natura non perdona e a tempo debito presenta il conto, ciò che non vogliamo fare per amore dovremo farlo presto per necessità.

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Quali le vie concrete per attivare nuovi modelli di sviluppo? Una proposta è quella di passare da un’ economia “cost fondata principalmente sulla massa monetaria ad un’economia “no cost fondata principalmente sulla relazione , come del resto indicato anche da Benedetto XVI nella Caritas in Veritate ; a prima vista può sembrare un’utopia ma nei fatti è già una necessità concreta che ci obbliga ad un radicale cambio di prospettiva, il che è esattamente l’opposto dell’utopia; che questo non sia facile da accettare lo comprendiamo bene, siamo infatti abituati ad uno stile di vita completamente diverso, tuttavia l’urgenza della realtà è tale per cui dovremo abituarci a “nuovi stili di vita” (Giovanni Paolo II in Centesimus Annus) e dovremo farlo in fretta. Senza l’appoggio della politica e dell’economia (soprattutto le imprese) non sarà possibile un vero cambiamento in questa direzione e tali  comportamenti resteranno confinati nell’ambito della buona volontà delle persone, si impone pertanto la necessità di un movimento che sappia fare pressione sulle istituzioni pubbliche e private in modo che diventi progressivamente strutturale nella società ciò per ora è solo individuale. Su questo tema sarà necessario ritornare con i dovuti approfondimenti, nel frattempo rimandiamo ad un articolo di qualche tempo fa dell’imprenditore Leonardo Campanella.

Il convegno è stato anche l’occasione per allacciare nuove relazioni soprattutto con giovani studenti ( davvero bello il loro intervento) e professori ma anche con altri amici. La giornata con la delegazione dell’Università di Varsavia ha messo in evidenza punti di vista comuni e speriamo per questo in collaborazioni costruttive ( reportage fotografico)

Ciò che preme ora sottolineare è l’importanza di fare rete su questi temi per costituire un fronte comune capace non solo di attivarsi magari in progetti concreti ma anche di formulare precise richieste al mondo politico e imprenditoriale.

Il lavoro non manca, coraggio!

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